Oleificio Gulino s.a.s. di Gulino Giovanni & c.
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Date created: 2022-07-07
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L’AZIENDA AGRICOLA
Il frantoio Narò della famiglia Gulino nasce circa 110 anni fa, nel primo decennio del '900, quando ancora mancava l'elettricità e il lavoro era svolto dall'uomo e dagli animali. Oggi è ancora nel luogo in cui ha avuto origine ed ha subito una naturale trasformazione per adattarsi alla nuova produttività tecnologica e alle sempre più esigenti richieste del mercato; pur mantenendo il suo scopo iniziale di produrre olio d'oliva puro, negli anni si è affidata all'uso di macchine.
Il 20 ottobre 1991 la nuova generazione del frantoio Gulino ha investito e preso cura dell'azienda collocando la sua sede di lavorazione e aziendale in Piazza Padre Favara proprio accanto alla chiesa di S. Agostino di Naro .
Il perno principale, uomo dalle mille esperienze, buono e forte, era nonno Ignazio Gulino. Da lui e dal bisnonno nacque quello che ancora oggi è il frantoio Gulino. Ha lavorato per anni con determinazione e pazienza per un luogo che per lui era vita. Ha impartito ai suoi figli le sue conoscenze, le regole e i segreti del mestiere come l'uso attento delle attrezzature, di vecchi macchinari, imparando a riconoscere il buon prodotto e il buon odore dell'olio. Infatti grazie a lui oggi continua con grande determinazione e passione la tradizione di famiglia per ottenere un prodotto unico dal sapore inconfondibile, vero oro verde.
Sul retro del frantoio c'era il luogo cosiddetto 'stazzuni' dove si lavorava l'argilla e molti altri oggetti come 'bummuluna' e 'quartara', robusti contenitori per olio o acqua, chiusi con coperchi di argilla.
Una passione che si vuole trasferire attraverso i prodotti unici e nati nelle fertili, ampie e soleggiate terre della Sicilia. Terra che è nutrimento che con vera passione si cerca di trasferire in ogni singola bottiglia dell’olio Narò. Benvenuti a Naro.
Nonno Ignazio si prendeva cura, insieme ai figli, di entrambi i settori e negli ultimi anni della sua vita, non ha mai lasciato il suo posto al frantoio. Anche quando era malato aiutava i suoi figli, incontrava i suoi clienti, gli amici; fare due chiacchiere ed essere sempre pronto a mantenere il frantoio un luogo pulito, ricco e accogliente come desiderava era un imperativo per lui. Il cuore pulsante del frantoio era lui e ha trasmesso ai suoi figli e nipoti l’amore questo luogo ma soprattutto dell’olio, di questo prodotto chiamato oro verde.
Altro luogo legato al frantoio Gulino, dove si produce la materia prima, è il terreno in contrada Scalilli. Grazie agli olivi piantati da nonno Ignazio è iniziata la campagna olearia. Con quelle piante si produce il primo olio dell'anno e ancora oggi questa tradizione è rispettata.
Il frantoio è sempre stato operativo anno dopo anno e, nel tempo, ha subito molte modifiche sia esternamente che internamente. Quello che più è cambiato negli anni sono stati i macchinari utilizzati per la fresatura: il primo marchio utilizzato è stato il Pieralisi, dopo qualche anno si è passati al marchio Vitone e nel 2007 nuovamente al marchio Pieralisi con Elephant; infine nel 2021, tra i nei mesi di agosto e settembre, è stato implementato un altro macchinario, ovvero il defogliatore (selezionatrice foglia-oliva) a marchio Mercuri. L’azienda dispone di 6 frantoi panoramici (panorama tgp6) Decanter Elephant s470/3 con doppio separatore centrifugo che permette di estrarre il prodotto privo di impurità (residui) mediante molitura a freddo in modo da non alterare le sostanze organolettiche e nutritive dell'olio di Narò .
Di generazione in generazione, attingendo all’esperienza e agli originali insegnamenti di Nonno Ignazio, oggi i nipoti Ignazio, Maria ed Enrica e tutti i collaboratori, portano avanti con dedizione e zelo quanto appreso affrontando una nuova autentica sfida: quella di portare Narò , l'olio del Frantoio Gulino in giro per il mondo, direttamente dal produttore al consumatore, senza intermediari, con l‘obiettivo di trasmettere e tramandare la cultura di un territorio antico e la sua tradizione dove nascono prodotti di eccellenza.
NARÒ: LE CULTIVAR
Il terreno di produzione si trova a NARO (provincia di Agrigento - Sicilia - Italia) presso Contrada Pietro Amato, contrada Scalilli e contrada Burraiotto. Le zone di produzione del Narò possiedono caratteristiche eccezionali, sono terreni fertili, sempre soleggiati e di conseguenza mai umidi. Altra caratteristica importante è quella di non essere esposta al vento, quindi non soggetta a gelate e freddo intenso. Grazie a questa esposizione al sole e al fatto che sono riparati dal vento, i nostri terreni si difendono bene dagli sbalzi termici. Si tratta di suoli vasti che ospitano molti ulivi e la loro fertilità permette di ottenere eccellenti frutti e soprattutto di permettere alla pianta la di crescere nel migliore dei modi.
Un'altra caratteristica non di poco conto è quella di avere questi terreni facilmente accessibili, in contrade molto pulite, coltivate e con strade ben fatte, rendendo meno faticoso il trasporto della materia prima.
La coltivazione della Nocellara del Belice ha una storia molto lunga. Oggi è la cultivar autoctona siciliana più conosciuta e stimata al mondo, sia come oliva da tavola che per olio. I suoi aromi e sapori unici e i suoi effetti benefici sulla salute umana la rendono fondamentale per la nostra alimentazione.
Questo era già noto nell'antica Grecia, dove la creazione della pianta dell'olivo era direttamente attribuita al volere della dea Atena, figlia di Zeus, poi diffusa in tutto il Mediterraneo da Aristeo, figlio di Apollo e Cirene. Ereditato dai Greci, fin dal 1600 l'olivicoltura è per la Valle del Belice, se non l'unica risorsa economica, senza dubbio la più importante. Sebbene Plinio e Cicerone attribuiscano l'introduzione dell'olivo alla colonizzazione greca, ricerche archeologiche documentano invece che l'olivo fu introdotto in Sicilia probabilmente in epoca preistorica. Tra i reperti paleobotanici nella Grotta dell'Uzzo, in provincia di Trapani, si trovano semi di forme selvatiche di olivo risalenti al Neolitico antico. A Segesta, le analisi archeobotaniche hanno rivelato l'esistenza dell'olivicoltura a partire dal VI secolo aC. La mitologia ebraica, invece, lega la nascita dell'olivo ad Israele, precisamente alla morte di Abramo: sulle sue labbra furono trovati semi di olivo, insieme a quelli del cedro e del cipresso.
Per la tradizione cristiana, inoltre, l'olivo è un simbolo di fondamentale importanza. Noè ricevette l'annuncio dell'imminente catastrofe da una colomba con un ramoscello d'ulivo nel becco. I rami d'ulivo sono ancora oggi un emblema di pace e spesso vengono regalati durante le funzioni religiose in prossimità di Pasqua. Oltre a leggenda e tradizione, sappiamo per certo che l'olivo era già presente in Italia circa un milione di anni fa, come testimoniano reperti di epoca preistorica.
Rinomata per la produzione di olive da tavola, la Nocellara del Belice deve il suo nome alla forma del frutto, sferica, e alla sua zona di origine: la Valle del Belice. La Nocellara del Belice è una cultivar siciliana molto pregiata che rappresenta una delle varietà autoctone più apprezzate della regione. Questa varietà è presente in Sicilia da diversi secoli. Grazie alla sua adattabilità essa si è ampiamente diffusa anche nelle province di Palermo e Agrigento dove ci sono ampie piantagioni.
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