Olio Evo biologico, tutte le caratteristiche

 

L’attenzione alla salute e al benessere è diventata piuttosto rilevante negli ultimi anni. Anche nei supermercati è facile trovare intere linee di prodotti biologici così come interi negozi dedicati esclusivamente al bio. Spesso i consumatori scelgono questi prodotti non solo per l’eccelsa qualità delle materie prime, ma anche per il rispetto dei principi etici che interessano il tipo specifico di produzione. 

 

Cosa si intende per biologico

Con agricoltura biologica si descrive una metodologia di coltivazione e produzione che non prevede l’impiego di prodotti di sintesi chimica come concimi e pesticidi. Salvo particolari eccezioni, al loro posto sono utilizzate sostanze naturali nel rispetto dell’ambiente della salute dei consumatori. Banditi anche gli OGM soprattutto nell’uso dei semi che devono rigorosamente provenire da altre coltivazioni biologiche.

L’agricoltura biologica ha come scopo aumentare la biodiversità nel sistema così da mantenere l’equilibrio ambientale purtroppo oggi sempre più precario. Per questo, come detto pocanzi, alla base della coltivazione bio ci sono una serie di principi etici e morali in nome del rispetto e della prevenzione dell’ecosistema.

Per essere un prodotto biologico certificato è quindi necessario che ogni processo impiegato per la sua realizzazione rispetti determinati standard qualitativi e un alto numero di controlli che ne attestino la veridicità. Quando si acquista un alimento bio si avrà dunque la certezza che dalla raccolta fino alla distribuzione si saranno considerati determinati standard imposti specificatamente dalla legge.

 

Gli effetti di pesticidi e concimi

Concimi chimici e pesticidi sono, come risaputo, dannosi per l’ambiente soprattutto se utilizzati in maniera impropria. I primi spesso contengono nitrati che dal suolo, penetrando in profondità, arrivano alle falde acquifere provocando l’inquinamento delle acque superficiali e dell’ecosistema. Gli stessi nitrati contenuti negli alimenti sono dannosi per l’organismo se presenti in alte percentuali. L’impiego di concimi chimici è piuttosto esteso perché, al contrario dei concimi naturali, il prezzo è nettamente inferiore.

I pesticidi sono invece sostanze impiegate per distruggere, prevenire e repellere organismi nocivi che potrebbero far del male alle piante. Il comparto dell’agricoltura e uno dei maggiori consumatori di tali sostanze. La legge impone un limite nell’utilizzo dei pesticidi ma gli effetti dannosi, in alcuni casi, possono presentarsi anche quando la quantità rispetta i limiti di legge ricadendo sia sulla salute umana che sull’ambiente. Gli effetti dannosi colpiscono in particolare organi e tessuti umani e possono manifestarsi nel sistema nervoso centrale, nel sistema endocrino e negli apparati di riproduzione. Così come per i concimi, i pesticidi possono avere effetti deleteri per l’inquinamento delle acque, di pesci e anfibi.

Come detto precedentemente, esistono determinate condizioni in cui l’uso di alcune sostanze chimiche è concesso. Nel caso specifico dell’olio, molte coltivazioni di ulivi negli ultimi anni sono state attaccate dal batterio della Xylella e la drammatica conseguenza è stata la moria di un numero elevato di ulivi, specialmente in Puglia. Al fine di tutelare le coltivazioni, la Commissione Europea ha permesso, previa approvazione, l’utilizzo di sostanze pesticide laddove sia evidente un grave rischio per l’esistenza della coltura.

 

Cos’è l’olio biologico

L’olio prodotto biologicamente è un alimento dalla qualità eccelsa. Così come per tutta l’agricoltura biologica in generale, anche in questo caso i processi che contraddistinguono queste coltivazioni partono dalla raccolta delle olive fino all’imbottigliamento dell’olio nel rispetto di una serie di normative e direttive europee e devono superare numerosi controlli.

Ovviamente i passaggi che contraddistinguono la produzione dell’olio di oliva sono molto articolati e complessi; pertanto, in questo articolo menzioneremo solamente i più rilevanti. Il primo aspetto da considerare è il tracciamento di tutta la filiera produttiva dall’origine delle olive e le varie cultivar. I metodi di raccolta delle olive per garantire la qualità delle olive sono essenzialmente due: il primo è attraverso l’utilizzo di mezzi meccanici mentre il secondo è “a mano”. È chiaro come il secondo sia molto più dispendioso in termini mano d’opera, ma preferibile per produzioni di un alto livello. Per questo l’utilizzo di mezzi meccanici è molto più sdoganato e conveniente. Una volta raccolta la materia prima, si passa alla fase della spremitura che, al fine di prevenire il deterioramento delle olive, deve essere attuata immediatamente dopo la raccolta. L’ultimo passaggio consiste nell’estrazione. L’olio può essere estratto sia a caldo che a freddo. Nel primo caso si riuscirà ad avere una quantità maggiore di olio ma a scapito della perdita di polifenoli e del sapore fruttato dell’olio. La qualità risulta essere inevitabilmente inferiore rispetto all’olio estratto a freddo che invece mantenendo una temperatura inferiore ai 27 gradi e un processo di percolazione o centrifugazione, riesce a mantenere intatte le qualità organolettiche e sensoriali della sostanza. Attraverso l’estrazione a freddo, preferibile dunque, si otterrà un olio biologico di qualità dal sapore nettamente più forte e deciso.

 

Norme e certificazioni dell’olio biologico

Tutti i passaggi sopraelencati devono ovviamente essere oggetto di controlli per constatare come e se le aziende agricole abbiano operato in conformità con la legge vigente. Riuscire a produrre un olio biologico, non essendo facile ottenere tutte le certificazioni necessarie per potersi definire tale, è sinonimo di qualità e sicurezza alimentare.

La Comunità Europea ha delineato specifici regolamenti in materia di agricoltura biologica e conseguenzialmente sui prodotti frutto della stessa. Il logo dell’UE è il simbolo di riconoscimento per i prodotti biologici e quindi presente anche sullolio biologico. Attraverso il simbolo i consumatori potranno più facilmente riconoscere tali alimenti ed essere sicuri di ciò che stanno acquistando. Entrando nel merito dell’etichetta dell’olio biologico, il regolamento (UE) n.1169/2011 del Parlamento Europeo impone la dicitura “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”. Ma come fare per ottenere il logo dell’UE? Come detto, a seguito di numerosi controlli da parte di organi ed agenzie garanti dei regolamenti della Comunità Europea, vengono rilasciate tutte le certificazioni necessarie per l’ottenimento del logo. Molto sommariamente, la conditio sine qua non per ottenere il marchio è realizzare prodotti che abbiano almeno per il 95% ingredienti biologici e che per il restante 5% rispettino le condizioni stabilite dalla legge sull’agricoltura biologica.

 

Vendita olio biologico: quanto costa

I tanti passaggi, controlli e materie prime impiegate per la produzione dell’olio di oliva biologico giustificano il prezzo dello stesso. I costi sostenuti per le aziende agricole non sono pochi tra certificazioni, burocrazia e maggiore quantità di lavoro. Pertanto, anche se alcuni oli possono costare leggermente di più rispetto alla media e bene sapere che gli euro spesi sono del tutto meritati. A guadagnarci sarà non solo il gusto e l’appagamento del palato ma anche la salute e la mente sapendo di aver fatto un acquisto consapevole nel rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema.

Molti oli biologici sono prodotti di nicchia e possono essere acquistati nelle oleoteche o su marketplace specializzati come Olioevo.eu dove è possibile accedere ad un’ampia scelta di oli biologico correlati da descrizioni e consigli di utilizzo. Il modo migliore per condire la vita con dell’ottima qualità.