Gli oli extravergine di oliva DOP del Lazio

 

L’olivicoltura del Lazio ha una tradizione decisamente importante essendo, la stessa regione, la prima dalla quale la cultura dell’olio ha trovato il principio e l’espansione per mano degli antichi romani. Ad oggi la coltivazione di olive nella regione occupa una superficie di circa 86 mila ettari tra colline, montagne interne e una piccola percentuale di pianure.

La regione Lazio ospita quattro DOP di olio extravergine di oliva che sono Canino, Tuscia, Sabina e Colline Pontine.

Canino DOP

Olio tipico della provincia di Viterbo e più precisamente dei comuni di Canino, detta anche città dell’Olio, Cellere, Arlena, Farnese, Ischia di Castro, Tessannano, Tuscania e Montalto di Castro. L’origine delle cultivar di quest’area è antichissima essendo gli Etruschi tra i primi popoli dediti alla produzione dell’olio, così come testimoniato dai tanti ritrovamenti risalenti all’epoca. Dopo gli Etruschi l’olio ha visto un successivo notevole sviluppo intorno al 1950 grazie alla riforma fondiaria che portò all’esproprio dei terreni in maggior parte di proprietà del principe di Torlonia e che vide una nuova ridistribuzione delle terre ai contadini. La DOP viene successivamente riconosciuta dalle CE nel 1996.

Le varietà tipiche della zona sono Caninese, Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio, utilizzate sia da sole che insieme. I terreni dove hanno origine le cultivar sono prettamente vulcanici e calcarei. La particolarità della DOP è il grado di acidità, uno dei più basi in assoluto aggirandosi tra lo 0,15 e lo 0,5. Le caratteristiche dell’olio extravergine d’oliva canino sono il colore verde brillante con riflessi oro, la profumazione fruttata e il sapore deciso lievemente piccante con retrogusto amarognolo. Rimane un prodotto ideale per condire a crude minestre e verdure.

Un’ottima azienda agricola del territorio è Il Vulcino,  una meravigliosa tenuta di oltre 30 ettari che comprende diverse coltivazioni in regime biologico.

Tuscia DOP

Ci troviamo sempre nella provincia di Viterbo con ben 52 comuni produttori della DOP nelle sottozone dei Colli Cimini, Collina Viterbese e Lago di Bolsena. Tra i più famosi luoghi della Tuscia vi sono Capranica, Caprarola, Civita Castellana, Montefiascone, Monteromano, Nepi, Orte, Sutri, Tarquinia, Vetralla, Viterbo, Vitorchiano. Anche in queste zone la coltivazione dell'olivo ha origini molto antiche e lontane, con i Tusci che già dal VI secolo a.C. si dedicavano alla coltivazione degli ulivi. La certificazione DOP arriva invece nel 2005.

Secondo il disciplinare le varietà Frantoio, Canino e Leccino devo essere presenti per almeno il 90%, sia da sole che in abbinamento tra loro, per poter essere considerato olio della Tuscia DOP. Le altre cultivar comprendono Grognolo, Fuscurella, Maurino, Pendolino. La cultivar Canino influenza molto il gusto dell’olio che regala un profumo di frutto appena raccolto. Come per la prima DOP, il grado di acidità della Tuscia rimane piuttosto basso rispetto alla media nazionale. Il colore è verde smeraldo mentre il retrogusto amaro e piccante.

Una delle migliori aziende agricole delle cultivar in questione è Tamia, nata nel 1928 e distintasi nel tempo per le tecniche d’avanguardia utilizzate nonché per i premi nazionali e riconoscimenti internazionali ricevuti nel campo olivicolo.

Sabina DOP

La Sabina DOP è una delle più conosciute essendo la prima ad aver ricevuto la denominazione, esattamente nel 1996. La zona di produzione è appunto la Sabina, area che si estende da Roma (11 comuni) fino a Rieti (32 comuni) e che conserva ancora oggi olivi secolari. Elemento importante per decretare il successo dell’olio extravergine d’oliva della Sabina è  il terreno, dal bruno calcareo al bruno mediterraneo particolarmente fertile, ed il clima mite che raramente raggiunge temperature eccessivamente alte o basse. Le coltivazioni di ulivi possono inoltre contare su un’adeguata luminosità e pendenza. L’olio della Sabina è talmente famoso tanto da avere un Museo dedicato dove poter anche prendere parte ad eventi tematici, raccolte e spremiture di olive e degustazioni.

Colline Pontine DOP

DOP riconosciuta solo nel 2010, le zone delle Colline Pontine si estendono su tutta la provincia di Latina toccando, tra i tanti, i comuni di Fondi, Formia, Itri, Sonnino e Terracina.  La cultivar più estesa è l’Itrana, seguita da Frantoio e Leccino. L’itrana in particolare, oliva ovale e dalla polpa abbondante, corrisponde alle conosciutissime Olive di Gaeta da sapore acetato quando sono verdi e più vicino al vino quando invece sono di color nero.

L’olio delle Colline Pontine ha un colore verde molto intenso che diventa giallo tendente all’oro alla maturazione. Al gusto il sapore è tra amaro e piccante e rimane molto equilibrato avvolgendo il palato con sentori fruttati. All’esame olfattivo oltre all’oliva si avvertono il pomodoro e l’erba fresca. Uno dei maggiori utilizzi e accostamento di quest’olio è con il “bazzoffia”, zuppa con verdure primaverili, legumi, uova sbattute e pecorino tipica della zona del Priverno.

Da segnalare la Tenuta Calissoni Bulgari fondata nel 1956 ad Aprilia e che agli inizi degli anni ’60 avviò la coltivazione pilota della Cultivar DOP Itrana.