La Campania ospita ben cinque DOP (Denominazione di Origine Protetta) di olio extravergine d’oliva, a testimonianza della vocazione agricola e soprattutto olivicola della regione, dai latini chiamata Campania Felix per la fertilità del suo territorio dovuto alla natura vulcanica del terreno e al suo clima mite. Le DOP riconosciute sono:

  • Cilento DOP
  • Colline Salernitane DOP
  • Irpinia-Colline dell’Ufita DOP
  • Penisola Sorrentina DOP
  • Terre Aurunche DOP

               Cilento DOP

È una zona di produzione che comprende ben 62 comuni a sud della provincia di Salerno all’interno del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e Alburni, un’area di 181.000 ettari che arriva fino alla Basilicata e che dal 1988 è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e dal 2010 è stato il primo parco nazionale definito Geoparco.

Qui si coltivano le varietà di olive Pisciottana, Rotondella, Ogliarola, Frantoio, Salella e Leccino che rappresentano circa l’85% della produzione locale, da cui si ricava un extravergine delicato con un sentore di oliva fresca e retrogusto di nocciola e mandorla e toni di amaro e piccante. La prima varietà introdotta fu la Pisciottana che ha la caratteristica di resistere bene al vento salmastro che arriva dal mare. In Cilento ha soggiornato per tanti anni il nutrizionista Ancel Keys, ideatore e studioso della dieta mediterranea (patrimonio immateriale dell’umanità), di cui l’olio extravergine d’oliva è il principale alimento. In questa area si distingue il frantoio “I Cigliuti” con le sue coltivazioni biologiche ed un olio di altissima qualità.

               Colline Salernitane DOP

Il territorio è costituito da 86 comuni nella provincia di Salerno che va dalla Costiera Amalfitane alla Valle del Calore e comprende anche i monti Picentini, gli Alburni, l’alto ed il medio Sele, le colline del fiume Tanagro e arriva fino al Vallo di Diano. L’estensione è di circa 19.000 ettari in zona collinare dove ci sono 25.000 aziende agricole con piante di olivo che rappresentano il 33% di tutta la regione e 837 sono quelle che iscritte al registro della DOP “Colline Salernitane”. Le varietà coltivate sono Rotondella, Frantoio e Carpellese che rappresentano il 65% della produzione, mentre l’Ogliarola ed il Leccino completano il restante 35%. Il disciplinare che detta le regole di questa DOP è molto rigido e due parametri sono fondamentali: non si possono superare i 120 q.li di raccolta per ettaro e la resa in olio deve essere massimo il 20% (20 litri di olio per quintale di olive). L’olio è decisamente fruttato con sentori di carciofo e gusto leggermente amaro piccante. Qui si distinguono due aziende:  “Torretta” che, oltre alle sue eccellenti DOP, ha intrapreso un’interessante iniziativa: il “Bar à l’huile” o Bar dell’olio, dove si svolgono delle serate gastronomiche a tema con degustazioni del suo Olio e il frantoio “Madonna dell’olivo” con la sua varietà di oli di cultivar diverse e premiate a livello internazionale.

               Irpinia-Colline dell’Ufita DOP

L’area di coltivazione e produzione da cui deriva questa DOP comprende 38 comuni in provincia di Avellino e della Media Valle del Calore, con circa 3.500 ettari di estensione degli oliveti e circa 9000 aziende agricole. La cultivar principe di questa zona è la Ravece con circa il 60% della produzione e l’Ogliarola ed altre per il 40%. L'olio extravergine che si ricava da queste colture ha caratteristiche organolettiche elevate. L’olio fresco ha colore verde fino ad arrivare al giallo paglierino con intensità diverse. All'olfatto si distingue il fruttato intenso, con note erbacee e sentori decisi di pomodoro acerbo; il gusto è armonico, con piacevoli sensazioni di amaro e piccante, testimonianza di un elevato contenuto in polifenoli, e l'acidità non supera il valore di 0,50%.

               Penisola Sorrentina DOP

La zona di produzione dell’olio DOP Penisola Sorrentina comprende 13 comuni della Penisola Sorrentina, dei Monti Lattari e l’isola di Capri. La coltivazione dell’olivo nella Penisola Sorrentina ha tracce sin da tempi antichissimi. Ci troviamo in un territorio che termina con la Punta Campanella che chiude a sud il golfo di Napoli, con particolari caratteristiche orografiche. La coltivazione dell’olivo avviene su terrazzamenti che rendono il panorama della Penisola decisamente originale. Il clima propriamente mediterraneo e il terreno di natura vulcanica fa sì che l’olio prodotto abbia caratteristiche peculiari. In quest’area si accentra il 75% dell’olivicoltura della provincia di Napoli, con oltre 4.000 aziende e circa 1.500 ettari di superficie interessata. L’olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina ha un bel colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto denuncia un delicato sentore di fruttato di oliva e piacevoli note di erbe aromatiche. Il sapore è indiscutibilmente dolce con armoniose note di amaro e piccante con un retrogusto di mandorla verde e fresca. L’acidità non supera mai il valore di 0,80%. L’utilizzo perfetto è con il pomodoro e i piatti che ad esso si abbinano o anche sulle grigliate di pesce e di verdure. Particolare l’accostamento di sapore con le insalate di limoni, tipiche dell’isola di Procida, ma soprattutto con il sorbetto e la delizia al limone, dolce tipico di Sorrento. L’olio “Penisola Sorrentina” DOP si ricava dalle olive Ogliarola almeno per il 65% e Rotondella, Frantoio o Leccino per non più il 35%. La raccolta delle olive avviene a mano poiché gli oliveti sono collocati su terrazzamenti degradanti verso il mare e non vi è altro modo per farlo; l’unico aiuto sono scuotitori e pettini vibranti, la raccolta deve avvenire entro il 31 dicembre di ogni anno e la produzione di olive non può superare i 90 q.li per ettaro, con una resa in olio massimo del 20%.

               Terre Aurunche DOP

Il Terre Aurunche DOP è un olio extravergine di oliva ottenuto dai frutti dell’olivo della varietà autoctona Sessana, per la parte preponderante, e Corniola, Itrana e Tonacella, da sole o congiuntamente, per non meno del 30%. La zona di produzione dell’olio extravergine di oliva Terre Aurunche DOP è situato nei 18 comuni della provincia a nord di Caserta. Il disciplinare di produzione dell'olio extra vergine di oliva "TERRE AURUNCHE” prevede l’utilizzo di almeno il 70% di olive dalla cultivar "Sessana", tipica della zona (infatti il suo nome deriva dalla cittadina Sessa Aurunca che è anche il comune più esteso dell’intera zona). Il restante 30% può essere composto dalle cultivar di Corniola, Itrana e Tonacella, originarie dei territori confinanti a testimonianza anche di una importante biodiversità locale.

Le caratteristiche organolettiche dell'olio extra vergine di oliva "Terre Aurunche” sono eccellenti, l’acidità è inferiore a 0,60 e ha un buon contenuto in polifenoli; il gusto è un discreto amaro e piccante con un colore che va dal giallo paglierino al verde più o meno intenso. Queste caratteristiche scaturiscono da due fattori principali (oltre alle peculiarità dell’oliva Sessana): un clima decisamente mite e il suolo di natura vulcanica, con elementi del terreno particolarmente funzionali alla coltivazione di olive e di olio di qualità. Gli oliveti che costituiscono la DOP si estendono per circa 6.000 ettari e la produzione media annua di olio è circa 18.000 quintali annui, con 15 aziende imbottigliatrici.