Un po’ di storia:

Nell’antichità, nell’area del Mediterraneo, l’olio d’oliva in cosmesi era di uso comune. In Egitto veniva usato per la cura dei capelli e per attenuare l’avanzata delle rughe; i Greci lo spalmavano sul corpo degli atleti e li preparavano alla gara con un massaggio termico.  Anche i Romani lo usavano per i massaggi e la cura della pelle, infatti chiamavano i trattamenti “bagni di bellezza”. Galeno di Pergamo (da cui deriva la “Galenica”) usava l’olio per schiarire la pelle delle mani e del viso e per stimolare la crescita dei capelli. L’olio d’oliva veniva impiegato anche per le emorragie e la scabbia. Nel rinascimento troviamo il medico botanico Pierandrea Mattioli con opera monumentale che fu considerata un punto di riferimento e adottata come testo medico quasi fino alla nascita della moderna farmacoterapia. I consigli per l’uso dell’olio d’oliva sono innumerevoli, come ad esempio: “l’omphacino,”, ottenuto da olive acerbe, "acerbo, è ottimo per uso salutare [...] ed è salutare per lo stomaco”. Caldo per bocca, attenuava "le coliche, i dolori laterali e renali" ed era utile per "espellere i vermi". Tutte le ricette mostrano un uso diffuso dell’olio d’oliva e innumerevoli le testimonianze dell'uso dell'olio d'oliva nelle preparazioni cosmetiche. L'uso quotidiano dell'olio veniva consigliato su tutto il corpo nel bagno. Leonardo Fioravanti, cavaliere bolognese, fu autore di molte pagine spiegando la virtù e la qualità dell'olivo e veniva usato per molte composizioni e unguenti con indicazioni mediche e spiegava come i residui essiccati nell'olio conservassero il colore nei capelli.

Nel XIX secolo la medicina testimoniava le proprietà benefiche dell'olio d'oliva usato per la cosmesi che ancora oggi sono rivendicate. I cosmetici che venivano raccomandati erano "qualche unguento", uso che derivava dalla pratica abituale di coprire il corpo con olio d'oliva dopo ogni bagno. Nel Dizionario Classico di Medicina Interna ed Esterna del 1836 considerava queste pratiche preferibili alla medicina. L'olio d'oliva robusto veniva somministrato come lassativo o emetico per trattare gli avvelenamenti. Combinato con grassi e resine poteva anche essere somministrato per bocca, per il trattamento di un'infiammazione del tubo intestinale, nelle coliche o diarrea. Nella seconda metà del secolo, Paolo Mantegazza nella sua opera “Igiene della pelle e Igiene della bellezza” in due volumi della sua Enciclopedia igienica popolare, spiegava che per preservare le qualità della nostra pelle di arricchire l'acqua del bagno con olio d'oliva: circa 60 g di olio. Il manuale raccomandava l'uso dell'olio d'oliva per pulire e ammorbidire la pelle "per mantenere o migliorare la bellezza del corpo". Ma i consigli erano tanti, come un sapone cosmetico a base di olio d'oliva e soda o l’uso sulle unghie "friabili".

Oggi, le proprietà farmacologiche specifiche dell'olio d'oliva sono raccomandate soprattutto nella prevenzione di diversi disturbi come l'invecchiamento delle ossa, le malattie digestive e cardiovascolari, l'arteriosclerosi, il diabete, l'obesità, l'ipertensione, l'artrite reumatoide, la perdita di memoria e alcuni tipi di cancro. Nell’olio d’olivo lo squalene come nel sebo umano e questo lo rende un eccellente ingrediente naturale di prodotti biocosmetici.

In dermatologia l'olio extravergine d'oliva ha un ruolo importante, poiché possiede un concentrato elevatissimo di sostanze rigeneranti. L'alta quantità di vitamina E ha importanti effetti antiossidanti e rappresenta un coadiuvante fondamentale contro i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento delle cellule. Infatti, la vitamina E, in sinergia con la vitamina A, stimola la rigenerazione cellulare. Da qui la riconosciuta capacità nutraceutica dell’olio extravergine d’oliva e in dermatologia come un utile rimedio contro le rughe e nei trattamenti per prevenire le smagliature.

Le linee cosmetiche a base di olio d’oliva oggi sono innumerevoli e sono sicuramente utili a nutrire la pelle e per porre una barriera contro l’invecchiamento della pelle dovuto agli agenti atmosferici inquinanti che sono sempre più presenti nell’aria che respiriamo tutti i giorni nelle nostre città.

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